La nostra storia

L’Associazione Donatori Sangue, nacque nel febbraio 1969 da un’idea del dott. Giampietro Zanovello medico anestesista, spinto dalle necessità del reparto chirurgico dell’ospedale di Montecchio Maggiore. Fin da subito fu aiutato in questo progetto dal gruppo Alpini e dai 17 Soci Fondatori, ed ebbe come maggior sostenitore il Cav. Pietro Trevisan.

Scrive il Dott. Zanovello: Da un’idea brillante a una solida realtà

Era una domenica pomeriggio: sul sagrato della chiesetta votiva dei castelli si stava compiendo l’annuale cerimonia alpina. Celebrando la messa, padre Faccin, cappellano militare durante la campagna di Russia, aveva fatto risuonare della sua voce tonante le grigie pietre del piccolo porticato; qualche vecchio reduce con la penna nera aveva gli occhi umidi e si soffiava rumorosamente il naso. Mi colse quasi di sorpresa il richiamo dell’oratore ufficiale (l’Onorevole Renato Corà) che mi presentava ai convenuti: “..è qui fra noi un nuovo medico dell’Ospedale, nostro compaesano, figlio di un compaesano, che raccoglierà le adesioni per formare un gruppo di donatori di sangue…”.

Ricordo il tavolino traballante ai piedi dei gradini della chiesa, il cartello improvvisato, il registro bianco in attesa delle adesioni, ma specialmente ricordo il timore di un plateale fallimento della mia iniziativa. Le mie preoccupazioni sarebbero durate poco. Alla fine della cerimonia, dopo qualche attimo di esitazione, volti sorridenti si avvicinarono al piccolo tavolo e voci cordiali cominciarono a scandire nomi e cognomi che sarebbero diventati per me sinonimi di amicizia, di incoraggiamento, di generoso entusiasmo: Cerato Aristide, Sinico Giovanni, Guderzo Armando, Frigo Armando, Mocolo Zaccaria, Trevisan Piero, Urbani Beniamino, Urbani Pietro, Cerato Narciso, Massignan Gianni, Quina Everardo, Trevisan Ruggero…

Una piccola, grande storia cominciava…

In un primo tempo l’associazione fu affiliata alla sezione dei donatori sangue di Vicenza che a quel tempo si chiamava A.D.O.S.A.V.

La stanza per i prelievi del sangue, che a quel tempo si effettuavano di sera, era situata nel piano interrato dell’ospedale, ed era costituita da un lettino, un frigo ed una vetrinetta per gli strumenti.

Tutto il personale medico e infermieristico del servizio Anestesia, del quale era responsabile il dott. Zanovello, si avvicendava nell’attività di raccolta così come i medici e gli infermieri degli altri reparti ospedalieri.

La popolazione partecipava attivamente allo sviluppo ed all’auto-finanziamento delle attività associative e i nostri donatori rispondevano prontamente ad ogni urgenza, come fanno tutt’oggi.

Quando si convocò la prima assemblea si potevano contare circa 400 soci iscritti.  

Successivamente l’associazione si rese autonoma e il 28 novembre 1972 venne firmato l’atto costitutivo dell’ASSOCIAZIONE DONATORI DI SANGUE DEL COMUNE DI MONTECCHIO MAGGIORE” in presenza del notaio Tibaldo.

 

Venne quindi adottato un nuovo logo che fu disegnato dall’Ing. Vucinic Pavle allora consigliere.

 

Con lo sviluppo della pratica della trasfusione del sangue, divenne necessario strutturare la nostra organizzazione in maniera più mirata suddividendo l’area di Montecchio Maggiore in varie zone, gestite ognuna da un responsabile, garantendo così una regolare presenza di donatori.

 

Il 5 febbraio del 1995, 25° anno dell’Associazione, improvvisamente, viene a mancare il presidente onorario, fondatore e amico Piero Trevisan. Il direttivo, che in quel periodo era impegnato ad organizzare la periodica festa di rinnovo delle cariche, gli dedica il seguente pensiero, riportato anche nel libretto di ricordo del 25°:

“Cavalier Piero, così ti chiamavamo affettuosamente, ci hai lasciati sgomenti e increduli perché conoscevamo la tua tempra e il tuo carattere forte e generoso. Donatore di sangue, socio fondatore, primo presidente del nostro gruppo e poi presidente onorario. Per oltre 25 anni sei stato una guida sicura con la tua presenza, i tuoi consigli e la tua generosità. Ci lasci in eredità ciò che si chiama solidarietà e amore per il prossimo. Ci mancherai, di questo ne siamo consapevoli, ma faremo tesoro della tua eredità continuando l’opera nella quale tu tanto credevi, per la quale tanto hai fatto, a cui tanto hai dato: sarai sempre nel nostro cuore. Ti ricorderemo come sei sempre stato: un amico leale e sincero. Grazie per quanto hai dato e fatto per la comunità”.

 

Nel novembre dello stesso anno, su proposta del presidente Narciso Cerato, il consiglio direttivo approva all’unanimità di intitolare il gruppo alla memoria del cavaliere Pietro Trevisan.

 

Nell’aprile del 1996, nell’ambito del gemellaggio del comune di Montecchio Maggiore con la città tedesca di Passau, anche la nostra associazione si è gemellata con il locale gruppo di donatori.

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Di AconcaguaOpera propria, CC BY-SA 3.0, Collegamento

 

Con l’assemblea straordinaria del 1° Settembre 1996 si approva la variazione della denominazione del gruppo in memoria del cavaliere Pietro Trevisan. Lo statuto viene aggiornato di conseguenza.

Durante la messa viene benedetto il nuovo gagliardetto disegnato da Fracassi Lorena figlia dell’allora consigliere Fracassi Armando.

Il 7 dicembre del 1998 il verbale dell’assemblea ordinaria del consiglio, riporta la straordinaria testimonianza Amedeo Urbani, primo dei nostri soci a risultare idoneo per poter donare il midollo osseo. Riportiamo di seguito l’estratto dal verbale:

“Si inizia la serata con la testimonianza del Donatore Urbani Amedeo, ns socio donatore di midollo osseo, beneficiaria una bimba di 12 anni di Perugia. Il dott. Sanna spiega come il sig. Urbani, dopo aver superato 4 livelli di controllo sia risultato idoneo e compatibile e quindi classificato “Donatore potenziale”.

Con la sua accettazione si è potuto procedere ad eseguire l’espianto. Il sig. Urbani continua a narrare la sua avventura; riferisce di moltissimi controlli ed analisi cui è stato sottoposto prima di dell’intervento presso l’ospedale di Verona. Conferma anche di aver avuto timore, ma tutto è stato superato dopo aver dato assenso all’operazione. Sostiene che non si devono infatti nutrire dubbi, quando si è conclamati donatori. Ora, nella gioia della sua esperienza, che desidera far conoscere a tantissime persone, rimane la speranza che la bambina possa guarire e tornare ad essere nel pieno della sua normalità. Grandi applausi e commozione tra tutti i presenti”

Nella foto: il socio Donatore Amedeo Urbani a cui viene assegnata una targa a ricordo della donazione di midollo, durante l’assemblea ordinaria.

 

In occasione di questa assemblea, è stato inoltre inaugurato il monumento al donatore della nostra associazione, posto in prossimità dell’ospedale di Montecchio Maggiore. Di questo momento conserviamo anche alcuni importanti documenti tra cui il discorso dell’allora presidente Narciso Cerato e l’omelia del Mons. Severino Tiso.

DSPT_Discorso_1.pdf

DSPT_Discorso_2.pdf

DSPT_Omelia_1.pdf

DSPT_Omelia_2.pdf

 

 

 

 

 

Nell’estate del 2000 accadde un evento che ci riempie ancora oggi di sentimenti di orgoglio e riconoscenza.
La sezione CAI di Montecchio Maggiore organizzò la spedizione Chiantar 2000, diretta in Pakistan nella catena nei pressi del ghiacciaio del Chiantar.

 

 

Tra i partecipanti alcuni nostri donatori: Sella Silvano, Peruffo Giuseppe, Brunello Franco, Riolfi Bruno, Chilese Luciano, Danuso Vanna.
In quell’occasione hanno pensato di dedicare alla nostra associazione e ai donatori di sangue nientemeno che una montagna: la “Blood Donors Mountain”.
Questa montagna, che fa parte della catena dell’HINDU RAI, è stata conquistata e dedicata ai Donatori di Sangue proprio dai componenti della spedizione “Chiantar 2000”, organizzata dal nostro socio donatore Franco Brunello.

Di seguito alcuni brani che alcuni membri della spedizione ci hanno voluto dedicare:

Estate 2000
A ricordare i 30 anni di vita dell’ASSOCIAZIONE DONATORI DI SANGUE di Montecchio Maggiore e gli ideali che a Montecchio e nel mondo animano questa benemerita iniziativa, abbiamo voluto intitolare tale montagna a tutti i “DONATORI DI SANGUE” (Blood Donors). La salita di tale montagna, che raggiunge i 6107 metri di quota, è stata condotta a termine dagli alpinisti Tarcisio Bellò, Alberto Peruffo e Mirco Scarso nei giorni 6 e 7 agosto ed ha richiesto un notevole impegno fisico e tecnico.

Con i più cordiali saluti
Franco Brunello

Gennaio 2018
Lunedì 22 gennaio in sede del CAI è stata ricordata la spedizione Chiantar 2000 di quasi vent’anni fa. La sala era strapiena, c’era molto interesse per quell’evento anche se pochi fra i presenti lo ricordavano di persona. Anche per me molti ricordi si erano affievoliti, ma mi sono reso conto che in Pakistan avevamo compiuto qualcosa di importante, destinata a lasciare un segno. Il lavoro che fate voi nel nostro paese è ancora più importante, ma sono contento che in quell’occasione i nostri obiettivi coincidessero e che una bella cima vergine di 6107 metri porti ora il nome “Cima Donatori di Sangue” Alla sua sinistra un’altra vetta mai salita prima, porta il nome di “Cima Renato Casarotto” mentre a destra svetta ora “Cima Italia”

Abbiamo lasciato in quella remota regione di montagna un po’ di noi e del nostro paese, mentre nell’ultimo villaggio della valle, Gothulti, qualche anno dopo abbiamo costruito un acquedotto ed una bella fontana, risistemato il ponte di accesso ed è in costruzione un centro sociale. Insieme abbiamo seminato bene!
Franco Brunello

Febbraio 2018
“Al campo base stava ben ritta una lunga asta alla quale, man mano si raggiungeva una nuova cima, si annodava un nuovo nastro. Finalmente si annoda il primo 6.000 salito. Uno dei tre primi salitori, di Marostica, con l’assenso dei compagni la chiama “Cima Marostica”. a questa si aggiungono poi altri due 6.000 “Cima Italia” e “Cima Renato Casarotto”. 

Ma noi ci eravamo impegnati a dedicare il primo 6.000 ai Blood Donors del gruppo Pietro Trevisan di Montecchio Maggiore. Eravamo ormai a Peshawar in attesa per la partenza del ritorno. eravamo tutti insieme nella hall dell’hotel e ci mancava il mantenimento della promessa. Franco Brunello ebbe l’illuminazione del momento: “Cima Marostica” è il punto sommitale, ma la maestosa montagna che sorge diretta dalla sponda orientale del lago Bari Lake, quella della foto che è (o era) presente nella saletta dei donatori dopo la donazione, non aveva ancora un nome. E tutti della spedizione abbiamo condiviso all’unanimità il nome “Blood Donors Mountain”. 

Così sono andate le cose.
Luciano Chilese

 

Nel 2004, grazie all’impegno personale di alcuni membri del direttivo, l’associazione sponsorizza e organizza assieme all’Unione calcio, il Primo Torneo di calcio Giovanile Categoria Pulcini. Il Torneo si rivela un grandioso appuntamento e riscontra il plauso del comune che collabora con l’Assessorato allo Sport e garantendo il Patrocinio alla manifestazione.

 

Nel 2009 ricorre la ricorrenza dei 40 anni. Il direttivo dell’associazione realizza un libretto ricordo con foto storiche riportate anche in questa pagina, e in particolare ricorda i soci fondatori.

 

Nel 2011 viene inaugurato il primo sito internet!  È un passo importante che ha come principale obiettivo quello di rendere più evidente l’attività dell’Associazione. La tecnologia avanza e un portale online è indispensabile per restare al passo coi tempi e rimanere connessi con i soci. Diventa anche la vetrina principale per chiunque voglia conoscerci o conoscere il mondo dei donatori sangue in generale. Nel sito si possono trovare informazioni circa le attività, i progetti e gli avvenimenti a cui l’associazione partecipa o sponsorizza. Da informazioni circa la metodologia per diventare donatori e tutte le informazioni connesse alla donazione.

 

Nel 2013 Il dottor Massimo la Raja, allora responsabile del centro trasfusionale di Montecchio Maggiore, presenta al consiglio direttivo il progetto  del Laboratorio di Terapie Cellulari Avanzate della ULSS di Vicenza, progetto con il quale stava collaborando con il tirocinio di 2 dottori del reparto. Il progetto si occupa di fare ricerca avanzata nell’ambito delle malattie del sangue. La nostra associazione si fa quindi promotrice dell’iniziativa con un progetto di finanziamento tra i più ingenti mai elargiti.

 

Nel 2015 le associazioni dei donatori sangue della provincia di vicenza in modo unitario e prime in Italia, sponsorizzano la realizzazione del programma di prenotazioni online JADS. Il software disponibile online permette ai donatori di prenotare giorno e ora della donazione comodamente da casa e permette al personale ospedaliero del centro trasfusionale di ricevere un flusso costante e organizzato di donatori.

 

A Natale del 2016 il sito della nostra associazione cambia veste. Cambiano le tecnologie e la grafica e la nostra associazione resta al passo con i tempi. Diviene la principale via di comunicazione con i soci e mantiene i collegamenti con la pagina social Facebook dei donatori di Montecchio.